Il Bookmaker

Un bookmaker (in italiano allibratore) è un’organizzazione o una persona che riceve le scommesse e paga le vincite a seconda dei risultati corrispondenti e, conformemente alla natura delle scommesse, anche a seconda delle quote fissate.

La maggior parte dei bookmaker degli Stati Uniti si limita a fornire scommesse sugli sport professionistici e su quelli praticati nelle università, invece, nel Regno Unito, i bookmaker offrono un’ampia gamma di scommesse, comprese le scommesse sui piazzamenti nel golf, nel calcio e nel tennis, e soprattutto nelle corse dei cavalli e dei cani. Sono anche specializzate negli eventi di attualità, ad esempio nelle scommesse sulla possibilità che nevichi a Natale, sui risultati delle elezioni o dei reality televisivi.

Procedure operative
Aggiustando le quote a suo favore oppure avendo un margine, il bookmaker vuole crearsi un profitto raggiungendo un "pareggio di bilancio": per far questo può tentare di raggiungere la parità tra le scommesse su tutti i risultati oppure (quando offre le quote) facendo sì che le somme scommesse su ogni risultato rispecchino le quote. Quando c’è una scommessa più consistente, il bookmaker può anche tentare di diminuire il suo rischio, comprando le scommesse dagli altri bookmaker. Il bookmaker, di solito, non cerca di guadagnare denaro dalle scommesse in sé, ma piuttosto trae profitti dagli eventi senza curarsi del risultato. Il metodo di lavoro dei bookmaker è simile a quello di un attuario, che realizza una quadratura analoga dei risultati finanziari degli eventi per le assicurazioni o per le industrie assicurative.

Legalità
L’attività di bookmaker può essere legale oppure illegale, e deve comunque sottostare ad apposite norme; nel Regno Unito era allo stesso tempo legale e illegale, poiché erano necessarie autorizzazioni per esercitare l'attività, ma gli eventuali debiti causati dalle scommesse non potevano essere resi esecutivi in tribunale. Ora, dopo la nascita della National Lottery, i bookmaker non solo sono completamente legali nel Regno Unito, ma rappresentano anche un piccolo contributo all’economia inglese, con il recente aumento esponenziale dell’interesse verso il settore industriale delle scommesse internazionali. Tuttavia, i debiti di gioco non possono ancora essere resi esecutivi per il diritto inglese.

Negli Stati Uniti i bookmaker sono generalmente illegali, e l'unica eccezione degna di nota è rappresentata dallo stato del Nevada (Las Vegas). In alcuni paesi, come Singapore, i Paesi Bassi, la Svezia e il Canada, l’unico bookmaker legale è di proprietà statale ed è gestito dallo stato. Nel Regno Unito i bookmaker legali e autorizzati fanno parte della IBAS, un organismo industriale nato per risolvere le controversie.

L’industria delle scommesse nel Regno Unito
Tradizione vuole che le agenzie di scommesse abbiano sede vicino agli ippodromi, ma la migliore copertura televisiva e la modernizzazione delle norme hanno autorizzato il gioco d’azzardo nei negozi e nei casino nella maggior parte delle nazioni. Nel 1961 il governo conservatore di Harold Macmillan ha legalizzato le agenzie di scommesse e ha preso provvedimenti per garantire che i bookmaker rimanessero onesti. Queste normative segnano la nascita di un'industria vasta e rispettabile. In quell’epoca c’erano più di 15.000 agenzie di scommesse nel Regno Unito. Ora, dopo la fusione di molte società, il loro numero si è ridotto e sono 8.500. Attualmente, nel Regno Unito esistono quattro bookmaker principali: William Hill, Ladbrokes, Coral e la ToteSport di proprietà statale, Bet24, Betfred, Victor Chandler, Stan James, Sportingbet, and Bet365, in rapida ascesa per quanto concerne il fatturato e la sponsorizzazione degli eventi.

Scommesse in rete
Con l’avvento di Internet, molti bookmaker hanno messo online il proprio marchio; alcuni bookmaker indipendenti, invece, spesso mantengono ancora delle agenzie dedicate alle operazioni "in carne e ossa", altri ancora fanno soltanto da "interfaccia" o si affiliano a una delle agenzie maggiori pur mantenendo il proprio marchio, come nel caso di BetDirect e Betterbet. I siti principali accettano soltanto scommesse provenienti dai paesi in cui il gioco d’azzardo online non è proibito, e solo da scommettitori maggiorenni. Spesso questi siti sono collegati ai casino online. Secondo quanto affermano i gruppi di aiuto e supporto per le persone afflitte da dipendenza da gioco d'azzardo (GamCare e Gamblers Anonymous), il marcato aumento del gioco d'azzardo online è collegato ad un aumento della dipendenza, ma non tutti sono d’accordo su questo fatto.

Coloro che scommettono su Internet si stanno sempre di più convertendo alle "borse scommesse" (Betting Exchange) come Betsson e Betfair, che abbinano automaticamente le scommesse "a favore" e "contro" dei diversi scommettitori, eliminando così efficacemente il tradizionale margine del bookmaker (il cosiddetto aggio).

Questi mercati di scambio online operano con un indice di mercato che si avvicina al 100% della competitività, senza mai arrivarci, perché il mercato detrae le commissioni dalle vincite. Le quote veramente "all’ingrosso" sono quelle che operano rispettando al 100% i risultati probabilistici.

Alcuni bookmaker hanno persino tentato di usare le "borse scommesse" (Betting Exchange) come modo per diminuire le scommesse a loro sfavorevoli, riducendo così la loro esposizione complessiva. Proprio per questo in Australia si è venuta a creare una situazione di insicurezza per la TAB , un’agenzia di scommesse gestita dallo stato che ha tentato di far negare a Betfair la licenza statale, dando avvio a una campagna di pubblicità a sfavore del concorrente sui mass media. Quando la Tasmania ha concesso a Betfair la licenza nonostante tutti questi sforzi, il legislatore dello stato dell’Australia Occidentale ha approvato una legge che criminalizza in modo specifico l’uso delle borse scommesse nell’ambito dello stato. In un secondo momento, però, è stata dimostrata l’incostituzionalità di questa legge.

Le borse scommesse non sono per niente amate dai bookmaker tradizionali, in tutte le nazioni. In generale, non solo sono i grado di offrire agli scommettitori quote migliori per via delle loro spese molto inferiori, ma offrono anche la possibilità di arbitraggio: l'arbitraggio consiste nel trarre profitto dalla differenza di prezzi tra due o più mercati. Tradizionalmente l'arbitraggio è sempre stato possibile, se solo si scommetteva a favore di tutti i risultati ("dutching") in un bookmaker, invece di scommettere contro un risultato solo in una borsa scommesse. Le borse scommesse, tuttavia, permettono ai bookmaker di rendersi conto delle condizioni del mercato e di regolare le quote in conseguenza.

La maggior parte degli eventi sportivi trasmessi dalla TV nel Regno Unito e in Europa ora è sponsorizzata tutta o in parte dai bookmaker che operano su Internet o nelle agenzie vere e proprie, e a volte i marchi di diversi bookmaker e casino online compaiono sulle magliette, sui tabelloni pubblicitari, negli stadi e persino nei titoli degli eventi sportivi. Il Werder Brema, però, sta combattendo con i tribunali tedeschi per continuare a far comparire il marchio del bookmaker Bwin sulle magliette, poiché la Germania e la Francia hanno preso provvedimenti contro il gioco d’azzardo online.

Il Gambling Act del Regno Unito del 2005 introduce delle nuove norme che regolano il mondo delle scommesse nel Regno Unito. Questo sistema comprende nuove clausole che regolano la pubblicità dei prodotti relativi alle scommesse. Queste clausole del Gaming Act sono diventate effettive nel settembre del 2007. Nel Regno Unito è proibito fare pubblicità a scommesse che si svolgono "fisicamente" al di fuori dell'Area Economica Europea (EEA) oppure, nel caso di scommesse in remoto, a scommesse non regolate dalle normative di uno stato appartenente all’EEA.

La situazione degli Stati Uniti, invece, è più confusa: gli Stati Uniti, infatti, hanno tentato di limitare l’accesso al loro mercato da parte dei siti di scommesse esteri. Come conseguenza, il WTO ha preso provvedimenti contro il governo degli Stati Uniti.