L'Unione Europea minaccia i Paesi Bassi con il processo sulle scommesse

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Paesi Bassi è una querela europeo sulla testa. La Commissione europea ha affermato Giovedi che i Paesi Bassi gli ostacoli alla fornitura di sport deve abolire. Se il governo olandese non risponde entro due mesi, la CE sta prendendo in considerazione per portare un caso davanti alla Corte europea di giustizia.

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I Paesi Bassi potrebbero trovarsi ad affrontare una causa intentata dall’Unione Europea. Lo scorso giovedì la Commissione Europea ha affermato che gli ostacoli posti dai Paesi Bassi alla fornitura di scommesse sportive devono essere aboliti. Se il governo olandese non obbedirà entro due mesi, l’Unione Europea sta pensando di portare il caso davanti alla Corte Europea.

La Commissione, l’organo dell’Unione Europea che, tra le altre cose, controlla la conformità alle normative europee, ritiene che la politica olandese sulle scommesse sia contraria alle leggi riguardanti il libero scambio di beni e servizi all’interno dell’Unione. Secondo quanto afferma l’Unione Europea, la violazione si riferisce solo alle scommesse sportive. La Commissione ha deliberato dopo aver indagato sui reclami fatti dai fornitori commerciali di scommesse sportive.

I governi potrebbero imporre restrizioni sulle scommesse, ad esempio per salvaguardare l’interesse pubblico, tuttavia queste restrizioni dovrebbero essere "necessarie, proporzionali e non discriminatorie". "Una nazione non può affermare che le scommesse dovrebbero essere proibite ai cittadini e, allo stesso tempo, incoraggiare gli stessi cittadini a partecipare alle lotterie statali, al gioco d'azzardo o alle scommesse che vanno a beneficio dello Stato" afferma la Commissione.

Nell’aprile del 2006, l’Europa ha realizzato una ricerca sulle limitazioni che alcune nazioni, compresi i Paesi Bassi, impongono ai fornitori di scommesse sportive. Tali società devono ottenere una licenza dal governo olandese, persino se hanno già una licenza in un altro stato membro dell’UE.

Nei Paesi Bassi, la Lotto è l’unica azienda a detenere una licenza per le scommesse sportive. I fornitori commerciali, come i bookmaker inglesi William Hill e PDC, non hanno i requisiti per ottenere la licenza.

La Lotto ha ribattuto che, proprio come lo stato olandese, non è a favore della liberalizzazione del mercato delle scommesse. L’organizzazione, di cui fanno parte i marchi "Krasloten" e "Toto" ritiene che il sistema attuale limiti i costi sociali causati dalla dipendenza e dalla criminalità, oltre che dagli altri problemi antisociali. "Inoltre, il profitto realizzato dalle scommesse va a vantaggio della nostra società. Questi fattori positivi sono a rischio, se si accetta un mercato libero incontrollato" afferma il direttore Tjeerd Veenstra.

Fino a questo momento, i ministri della giustizia olandesi hanno indicato che il modo migliore per combattere i problemi è quello di mantenere inalterata la normativa corrente che limita il numero delle licenze, poiché riduce i rischi di azzardo, di frode e di gioco illecito.

Secondo il comitato olandese del Gaming Control Board che, dal 2006, sovrintende l’industria delle scommesse, i ricavi totali del Governo, dati dalle sette licenze, sono pari a circa un miliardo e mezzo di euro. Di questi, quattrocento milioni di euro vanno all’erario. Se contiamo anche la tassa sulle scommesse di circa cento milioni e più sulle somme vinte, il ricavo totale dello Stato è di cinquecento milioni. I 370 milioni rimanenti andranno in beneficienza.

Secondo la olandese Collegio dei Gaming Control Board, il totale spelopbrengst dei sette licenziatari che sovrintende il Collegio nel 2006 su un mezzo milioni di euro. Di questi, quattro centinaia di milioni di euro al Tesoro. Se il kansspelbelasting di quasi cento milioni di euro per il premio in denaro viene conteggiato, per un totale di cinquecento milioni di beneficio per lo Stato. I restanti 370 milioni andranno alla carità.

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